Guida agli incentivi e detrazioni per infissi (aggiornata)
Hai mai sentito la corrente d’aria che entra da una finestra vecchia? O visto il conto del riscaldamento salire? Non sei solo.
Ecco la **Guida agli incentivi e detrazioni per infissi (aggiornata)**, la tua mappa per orientarti e capire subito come risparmiare.
Scopri i bonus attivi, come funzionano e perché leggerli conviene: ti spieghiamo come trasformare una spesa in un investimento. Pronto a trattenere i tuoi euro?
Panoramica sugli Incentivi Infissi 2026
Nel 2026 ci sono due detrazioni fiscali confermate, ma le regole per usarle sono cambiate. Addio allo sconto immediato in fattura o alla cessione del credito.
Ora l’unica strada è la detrazione in dieci rate annuali pari, da chiedere nella dichiarazione dei redditi. Devi quindi poter anticipare tu l’intera somma.
La pianificazione è tutto: valuta bene i tuoi redditi e la spesa prima di partire con i lavori.
Punti chiave delle agevolazioni per la sostituzione degli infissi
Gli incentivi si reggono su due pilastri: Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus. Entrambi offrono il 50% di detrazione, ma sono diversi per scopo e requisiti.
Scegliere l’uno o l’altro dipende da cosa installi e dal tipo di lavoro che fai. Ad esempio, cambi solo una finestra rotta o vuoi migliorare l’isolamento di tutta casa?
Quali bonus sono attivi e le loro percentuali
Oggi per gli infissi hai due opzioni: * **Bonus Ristrutturazioni:** detrazione del 50%. * **Ecobonus:** detrazione del 50%.
La percentuale è identica, ma l’Ecobonus ha regole tecniche più strette sull’efficienza energetica. Il Bonus Ristrutturazioni è più flessibile.
Soggetti beneficiari e tipologie di immobili ammessi
Possono chiedere la detrazione i contribuenti che possiedono o hanno un diritto sull’immobile: proprietari, inquilini, usufruttuari.
Sono inclusi tutti gli immobi ad uso abitativo, dalle villette ai condomini, e anche le parti comuni. Rientrano anche studi professionali o ambulatori, se in categoria catastale A.
Le scadenze e l’assenza di sconto in fattura/cessione del credito
Le detrazioni non scadono ogni anno, sono norme permanenti. La vera scadenza da rispettare è quella del pagamento.
Tutti i pagamenti al fornitore vanno fatti con **bonifico parlante**, inserendo causale e il tuo codice fiscale.
Niente più sconto in fattura o cessione del credito dal 2024. Il rimborso arriva solo in dieci anni, direttamente dall’730 o dalla dichiarazione dei redditi.
Dettaglio delle Detrazioni Fiscali: Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus

Vediamo ora nel dettaglio i due bonus. La tua scelta cambia la documentazione da preparare e i parametri tecnici da rispettare.
Bonus Ristrutturazioni (50%): Caratteristiche e Condizioni
Il Bonus Ristrutturazioni è l’agevolazione più generica per la manutenzione casa. Vale per la sostituzione di infissi esistenti, anche senza migliorarne le prestazioni energetiche.
L’importante è che il lavoro rientri nella definizione di “ristrutturazione edilizia”. Sostituire una porta-finestra consunta o un serramento rotto ne è un classico esempio.
Interventi ammessi e massimale di spesa
Sono ammesse la sostituzione di finestre, porte-finestre e persiane. Vale anche per installare nuovi infissi in caso di ampliamento, come aggiungere una veranda.
La detrazione del 50% si calcola su una **spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare**. Questo tetto vale per tutti gli interventi di ristrutturazione fatti sulla stessa casa.
Documentazione richiesta per la detrazione
Devi conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni dalla fine del periodo di detrazione (quindi per 15 anni). Ecco cosa ti serve: * Fattura o ricevuta fiscale completa di dati. * Attestazione di pagamento tramite **bonifico parlante**. * Dichiarazione del direttore dei lavori o asseverazione, se necessaria. * Comunicazione all’Agenzia delle Entrate via 730 o Dichiarazione dei Redditi.
L’Ecobonus (50%): Focus sull’Efficientamento Energetico
L’Ecobonus è pensato per chi vuole migliorare l’efficienza energetica. Per ottenerlo, i nuovi infissi devono essere più performanti dei vecchi e rispettare precisi limiti di isolamento.
Premia chi investe in prodotti di qualità che riducono gli sprechi. Il risultato? Bollette del riscaldamento e del condizionamento più leggere.
Requisiti tecnici degli infissi e valori di trasmittanza
Gli infissi devono avere doppi o tripli vetri basso-emissivi e telai isolanti. La chiave è rispettare i valori di trasmittanza termica (Uw), che misurano la dispersione di calore.
Ecco i limiti da rispettare per il 50%:
Infissi opachi (pareti): Uw ≤ 0,80 W/m²K.
Infissi trasparenti (vetrate): Uw ≤ 1,40 W/m²K.
Questi valori devono essere certificati dal produttore. Non basta la promessa del venditore: richiedi la scheda tecnica del prodotto. Per capire: un vecchio serramento in alluminio senza taglio termico può superare i 5.0 W/m²K, un valore pessimo. Rispettare questi limiti è il tuo lasciapassare per l’Ecobonus.
Spese detraibili e adempimenti ENEA
Oltre al costo dei nuovi serramenti, sono detraibili le spese per la loro posa in opera, il disassemblo dei vecchi e lo smaltimento. Anche onorari per professionisti, se necessari.
L’adempimento cruciale è la Comunicazione ENEA. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, devi inviare online i dati tecnici dell’intervento e degli infissi installati.
Non è una scelta: se salti questo passaggio, perdi completamente il diritto alla detrazione. È il modo con cui lo Stato verifica che hai davvero migliorato l’efficienza energetica.
IVA Agevolata: Vantaggi Fiscali sui Costi degli Infissi
Oltre alla detrazione, puoi risparmiare subito con un’IVA ridotta in fattura. Attenzione: le regole sono complesse e dipendono dal tipo di intervento e dall’immobile. Scegliere l’aliquota sbagliata può costarti un accertamento.
Aliquote IVA specifiche per l’acquisto e posa in opera
Non esiste un’IVA unica. L’impresa di installazione deve applicare quella corretta in base alla tua situazione. Ecco le due principali.
IVA al 4% (nuova costruzione prima casa)
L’IVA al 4% si applica solo agli interventi su **prime case di nuova costruzione**. È un vantaggio enorme, ma le condizioni sono strette. L’immobile deve essere stato acquistato dall’impresa costruttrice con IVA agevolata e deve essere la tua prima casa.
È una situazione specifica. Se stai solo ristrutturando una casa già esistente, non fa per te.
IVA al 10% (ristrutturazioni e manutenzioni)
Questa è l’aliquota più comune per chi fa lavori in casa. Si applica su **interventi di recupero e ristrutturazione** di immobili residenziali (anche non prima casa).
Per ottenerla, i lavori devono essere qualificati come “ristrutturazione edilizia”, proprio come per il Bonus Ristrutturazioni. La semplice sostituzione di un infisso in un contesto di manutenzione ordinaria potrebbe non bastare. Il tuo installatore deve emettere una fattura descrittiva che giustifichi l’applicazione dell’IVA al 10%.
La gestione dei “beni significativi”
Gli infissi sono spesso considerati “beni significativi”: oggetti di pregio con valore proprio, come una grande vetrata scorrevole. Questo influisce sul regime IVA.
Se l’infisso viene fornito e installato in un unico contratto (fornitura e posa), l’IVA agevolata (es. 10%) si applica sull’intero importo. Se invece acquisti solo l’infisso e paghi separatamente la manodopera, sull’oggetto scatterebbe l’IVA ordinaria al 22%.
La soluzione? Fai un unico contratto “chiavi in mano” con un’impresa che si occupa di fornitura e posa. Così avrai diritto all’aliquota agevolata su tutto e eviterai sorprese.
Domande Frequenti
Quali sono gli incentivi attivi per gli infissi nel 2026?
Nel 2026 sono confermate due detrazioni fiscali: il Bonus Ristrutturazioni e l’Ecobonus. Entrambi offrono una detrazione del 50% sulle spese sostenute. La modalità di rimborso è cambiata: non è più possibile lo sconto in fattura, ma si recupera l’importo in dieci rate annuali tramite la dichiarazione dei redditi.
Qual è la differenza tra Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus per gli infissi?
Entrambi offrono una detrazione del 50%, ma hanno scopi diversi. Il Bonus Ristrutturazioni è più flessibile e vale per la sostituzione generica degli infissi. L’Ecobonus richiede invece il rispetto di precisi requisiti tecnici per migliorare l’efficienza energetica, come specifici valori di trasmittanza termica.
Come funziona il rimborso per gli incentivi sugli infissi?
Dal 2024 non è più disponibile lo sconto immediato in fattura o la cessione del credito. L’unica modalità è la detrazione fiscale in 10 rate annuali di pari importo. Il rimborso avviene direttamente nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Unico), previo pagamento integrale della spesa tramite bonifico parlante.
Chi può richiedere le detrazioni per la sostituzione degli infissi?
Possono richiedere la detrazione i contribuenti che possiedono o hanno un diritto reale sull’immobile, come proprietari, inquilini o usufruttuari. Gli interventi sono ammessi su tutti gli immobili ad uso abitativo (ville, appartamenti, parti comuni condominiali) e su alcuni locali commerciali in categoria catastale A.
Quali documenti servono per ottenere la detrazione?
È necessario conservare per almeno 15 anni: la fattura o ricevuta fiscale completa, l’attestazione di pagamento tramite bonifico parlante (con causale e codice fiscale) e, se richiesta, la dichiarazione del direttore dei lavori. La richiesta di detrazione va poi inserita nella dichiarazione dei redditi.

